Walter, non siamo in un film!

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Doveva essere il segretario che avrebbe riportato il centrosinistra unito verso i risultati che furono dell’ex Pci. Il percorso però non pare andare come da progetto. Il poliedrico diplomato cinematografo, direttore di giornale senza essere giornalista professionista, nell’arco di un anno, è riuscito a bruciare quanto di buono (poco) era uscito dai 16 anni di passaggio dal Pci ai Ds.
Dopo primarie di stampo berlusconiano (un sicuro vincitore già prestabilito), l’ex sindaco s’è ritrovato un partito già pieno di correnti, roba da fare invidia al tratto di mare tra Scilla e Cariddi. Ed è proprio un naufragio quello che sembra essere all’orizzonte per il Pd.
I Poco Democratici sembrano intrappolati in una morsa dove i canini superiori sono rappresentati dagli amministratori "fallaci" (dal governatore omnibus Bassolino al metallaro Domenici, viste le catene) e i molari sottostanti invece assumono le sembianze di sindaci illuminati, come il torinese Chiamparino, o di imprenditori innovativi, come il dimissionario Soru.
Il collo del leader Pd sta ora accusando i canini, troppo affilati ed aguzzi, degli ex sindaci che son troppo importanti per poterli scaricare. L’eterno indecisionismo, insomma, è la "mela avvelenata" del partito del centrosinistra.
Stare tutti insieme in un sistema proporzionale non va bene proprio a nessuno, non sembra neanche così necessario.
E "fanculo" a tutto quello che si diceva. All’unità necessaria, alla valorizzazione delle diversità per poter stare tutti insieme, allo spazio ai giovani e al correre da soli.
Dimenticato. Bruciato. Distrutto.
Non da avvisi di garanzia, non da questioni morali e non da gesti fuori luogo.
Il vero cancro sinistro è l’immobilismo, la perpetua mancanza di decisione, di prese di posizioni nette.
Non puoi pensare di avere nello stesso partito Roberto Saviano, che denunciava molte nefandezze del sistema politico-economico campano, e Antonio Bassolino, uno che di quelle nefandezze ne era perfettamente a conoscenza.
La soluzione di affidare allo scrittore una scuola di "moralità politica" nel mezzogiorno, è come dare una supposta ad un malato terminale. E quel malato terminale è proprio il Pd.
Cosa deve ancora accadere per far capire che l’unica possibilità è quella di perdere qualcuno "per strada" e di fare un VERO scatto in avanti per andare verso la COERENZA e la RESPONSABILITA’?
La coerenza che ha portato il Pd locale ad accettare alleanze con TUTTI, escludendo solo il Prc e il Pdl (per quest’ultimo ormai non ci metterei neanche la mano sul fuoco);  per questo che mi auguro (qualcuno si ricorda le multe per gli abitanti di Montemazzano? No vero?) che il voto del giugno 2009 possa dare l’ultimo schiaffo.
Perdere il "fortino" operaio di Piombino. Sarebbe l’unico modo per riiniziare.
Purtroppo però, nè Piombino nè tantomeno Firenze daranno il colpo da ko ai "rappresentanti di sinistra".
Magari fossero davvero di sinistra…
 

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Un pensiero su “Walter, non siamo in un film!

  1. maurizio

    eh, magari davvero si potesse cambiare colore a Firenze…cmq il problema del pd nn credo sia Veltroni, ma il mix di cattolicesimo e comunismo che non potrà mai funzionare…

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