# … non va più via, l’odore del cesso, che hai addosso… #

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<Vengo da una realtà, quella di Piombino, dove si dice che prima di non prendere la tessera ci si fa tagliare la mano>.
La, purtroppo, vera affermazione è uscita dalla cavità orale del segretario regionale del Pd, Andrea Manciulli, e riportata oggi (16 gennaio 2009) da alcune testate regionali.
Questa frase è esattamente quanto di più DEPRIMENTE e SCONFORTANTE un raziocinato (cioè dotato di ragione) cittadino dell’operaia città possa sentire.
<…prima di non prendere la tessera ci si fa tagliare la mano>, da chi?E perchè le conseguenze di un atto di libertà, cioè quello di non prendere la tessera, dovrebbero essere così drastiche?
La frase, pronunciata ovviamente (mi auguro) in tono scherzoso, nasconde una realtà che definire incancrenita è dire poco.
Una realtà che cerco di comunicare da tanto tempo ormai dalle pagine (web) di questo blog.
Una realtà che ha visto, solo negli ultimi tempi, una assoluta mancanza di scelta dei candidati (primarie a Piombino? Più facile trovare un neurone nel cervello di Flavia Vento), ed altri fatti sgradevoli (multe di Montemazzano, seconda strada di accesso, etc etc).
La tanto democratica alternanza che non solo non c’è fra i due poli, ma che da quest’anno non ci sarà neanche più tra i partiti. Anche se, su quest’ultima cosa, mesi fa avevo già fatto notare come il Pd della Val di Cornia-Elba aveva glissato, preferendo cercare alleanze con TUTTI, tranne Pdl (almeno questo) e Prc.
La cosa ancora più DEPRIMENTE è che, se ai livelli alti è impossibile levare l’Attack da sopra le poltrone, come PALESE presa di giro il Pd ha svolto le "primarie dei giovani", per sottolineare il loro coinvolgimento e le solite quattro "cagate" (non v’è termine più adatto) sulla democrazia, libertà d’opinione, rappresentatività etc etc.
Quindi, alla fine della fiera "o prendi la tessera o ti si taglia le mani" e contemporaneamente si blocca la produzione alla Lucchini con una proroga della cassa integrazione.
Riporto qui sotto quanto stabilito dal "partito" per Piombino lo scorso 24 settembre 2008 (per la seconda volta) :
"…

Su programmi chiari e condivisi a livello territoriale e su scelte concrete e dettagliate sul piano dei singoli comuni, partendo dal consolidamento delle maggioranze esistenti ricercheremo alleanze per costruire localmente un nuovo centrosinistra, più largo, ricco e forte.Dal Partito Socialista a cui ci accomuna una medesima sensibilità riformista e con cui ci impegneremo a stringere alleanze in tutto il territorio lavorando per recepire le sollecitazioni che ci vengono da quella forza politica.Allo stesso tempo si pone l’esigenza di rafforzare i legami politici con chi ha condiviso con noi una lunga stagione di governo come i Comunisti Italiani e Sinistra Democratica perché una sinistra che rifiuta il massimalismo e che vuole governare contribuisce a qualificare la proposta di governo locale, così come è necessario raccogliere il contributo di movimenti come l’Italia dei Valori che hanno sostenuto le scelte di questi anni. Altresì riteniamo utile aprire un confronto con quelle forze ambientaliste come i Verdi che vorranno collocarsi su un terreno concreto del governo, se vorranno superare un doppio binario non riproponibile tra una comune responsabilità di governo in Regione e in Provincia, che non si verifica nei livelli locali.Per la comune opposizione al governo Berlusconi ed una non lontana sensibilità per il ruolo delle istituzioni al fine di misurarsi con i problemi concreti, il PD ritiene opportuno aprire con coraggio un confronto con l’UDC, laddove questo partito è organizzato, in particolare a Piombino e all’ Isola d’Elba; un confronto segnato dalla pari dignità politica e dalla condivisione dei programmi.Un centro sinistra rinnovato, segnato da programmi condivisi che parlano direttamente ai cittadini, questo è l’obiettivo del Partito Democratico per le prossime elezioni amministrative. Il consenso e la forza del P.D pongono responsabilità più grandi al partito stesso, sia nel garantire un equilibrio più solido alle maggioranze, sia nel ricercare momenti di collegialità più marcati nel percorso di fine legislatura e per costruire criteri fondativi delle nuove alleanze.Per questi motivi, concreti e non ideologici ed in assenza di tangibili ravvedimenti, riteniamo conclusa la stagione di governo con Rifondazione Comunista. Una forza politica che anziché porsi il problema del governo si è caratterizzata per un insieme “di no” allo sviluppo del nostro territorio e per un opposizione che ha sconfinato perfino nell’utilizzo della leva giudiziaria contro i nostri amministratori. E’ nei confronti della direzione politica di Rifondazione Comunista che esprimiamo una linea autonomista, non certo dal suo elettorato e da istanze di maggiore giustizia sociale e di difesa dei diritti del lavoro, espressione di tante donne e uomini insoddisfatti della conduzione locale di quel partito e in cerca di un forza adeguata che li rappresenti…"

Un partito che, forte di una maggioranza bulgara, decide ciò che è democratico e giusto per "tutti". Ed i "tutti" sono quelli di Montemazzano che si vedranno recapitare una multa da migliaia di euro se il Comune vincerà la causa, i "tutti" siamo tutti noi che siamo rimasti in fila per ore a causa un’incidente sull’UNICA strada di accesso e i "tutti" sono gli operai che votando a sinistra credevano che si vedevano assicurati alcuni diritti in più sul lavoro, ma che invece sono stati ancora una volta lasciati da soli. 

 
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