Altre (inutili) bombe? Yes, we can

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Avete presente quella barzelletta?
Sì, quella che racconta di quel presidente, premio Nobel per la Pace 2009, che sgancia per primo le bombe per esportare la democrazia…
Non la conoscete? Ma sì, è famosa! E’ quella che è iniziata nel 2008 negli Stati Uniti.
No, non si tratta del petroliere ubriacone texano, quello ormai è in pensione (e credo che con una doppia pensione da presidente degli Usa, tra padre e figlio, si possa campare bene in famiglia).
E’ quell’altro, quello “abbronzato”. Il webcazzaro di Chicago, quello che pensava che “sì, noi possiamo”… continuare a comportarci esattamente come prima.
Sì sì, lo so. Sono ingiusto perché Obama non si sta comportando come Bush, ed è vero. Bush lanciava le sue bombe senza dare ascolto alla Nato, Obama ha pure l’appoggio della Nato. Differenze epocali per le migliaia di libici che moriranno nei prossimi giorni.
Qualcuno dirà “sì, ma lo dovevano fare! Gheddafi è un dittatore sanguinario!”. Verissimo, ma lo è da qualcosa come 41 anni, da prima che in Italia, per fare un esempio, venisse sequestrato Moro, prima che diventasse premier un non democristiano, prima della crisi di Sigonella, prima di Tangentopoli, prima della Lega…
Insomma, prendendo le coordinate temporali della politica, quella di Gheddafi è una dittatura che dura da tempi preistorici.
Questi tempi però sono velocemente scaduti, guarda caso proprio nei mesi in cui c’è stato un esorbitante aumento del costo del greggio e, coincidenza delle coincidenze, in Libia c’è un bel po’ di greggio.
Chissà cosa staranno pensando gli insorti libici di tutti quegli europei che si sono affrettati a baciare mani (Italia), o ad ospitare soldi (GB), del sanguinoso raìs, che vive in un buffo carnevale lungo (per l’appunto) 41 anni. Ora gli europei si sono svegliati da un torpore odioso; un torpore viscido, vischioso e succube dell”oro nero’ presente sul lato meridionale del Mediterraneo, ed hanno trovato sponda nell’uomo che poco meno di 30 mesi fa, in piena campagna elettorale, si augurava un mondo nuovo libero da guerre. Lo stesso uomo che è stato premiato ad Oslo, nel dicembre 2009 (15 mesi fa), come NOBEL PER LA PACE «per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli».
Ahahah, assurdo leggerlo oggi, vero? Proprio come una barzelletta, magari una di quelle raccontate da qualcuno di nostra conoscenza…

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