L’Egomostro di Firenze, 1000 giorni dopo

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Era il 24 febbraio del 2011, ma sembra scritto oggi. Un pezzo fatto a 4 mani e a due teste, non ad opera di mostri, ma che parla di UN mostro. Quello più spaventoso: l’Ego-mostro di Firenze.

Matteo Renzi, l'”Egomostro di Firenze”

Il Sindaco di Firenze promuove il suo libro. Riparte l’onnipresenza e l’egocentrismo

Non si nasconde negli armadi di notte, anche se darci un’occhiata non guasterebbe. Attenzione però, dormire con le luci accese è controproducente, lui sotto i riflettori dà il meglio di sé. L’Egomostro di Firenze è tornato ed è sempre più insaziabile di esibizionismo, divora schermi televisivi e usa i social network come stuzzicadenti.

È passato poco più di un mese da quando avevamo annunciato la nostra intenzione di “oscurare” lo stracotante protagonismo del primo cittadino fiorentino. Ma boutade, libri, Facebook, lanci Ansa e richiami di Rosy Bindi, dei candidati alle primarie di Torino, di Nichi Vendola e il “grido disperato” dell’Associazione Stampa e dell’Ordine dei giornalisti toscano, ci hanno costretto a informare sul ritorno dell’“Egomostro”.

Un mostro tutto particolare, che non è presente nelle fiabe ma nella vita reale. È quello che fa politica squisitamente ed esclusivamente parlando. Un mostro che ha una faccia per ogni questione, come il Lucifero descritto da Dante al centro dell’Inferno. Una faccia per ogni ciarlata, ma nessuna faccia per la politica “pratica”, dove si mimetizza meglio di un camaleonte e scompare dall’orizzonte. Lo dimostra la questione TAV a Firenze, affrontata con un post su Facebook ai sudditi di sua maestà e qualche commento lasciando ignavi i residenti che non sono fan. E la questione sullo sviluppo dell’aeroporto? Troppo spinosa, meglio andare alla trasmissione “Porta a Porta” a parlare di rottamazione e magari mandare in avanscoperta il Vicesindaco.

Il “mostro”, per non apparire come tale, ricompare però mettendosi nei panni di Superman, l’eroe arrivato da un mondo diverso per salvare la terra, solo quando c’è la demolizione di edifici fatiscenti nella propria città, la conclusione di lavori avviati e progettati anni addietro (leggasi linea 1, ed anche l’attendismo sulle linee 2 e 3). Si cambia d’abito, mostra i muscoli e con la “S” sul petto è sempre presente quando c’è da pavoneggiarsi, come Narciso nello stagno (dove poi mitologicamente cadde), davanti alle telecamere e microfoni per l’autocelebrazione di turno.

Un costante egomostrismo fiorentineggiante che travolge tutti quelli che si frappongono sulla strada dell’uomo “nuovo”. Più vorace del tirannosauro di Jurassic Park di Spielberg, più beffardo del Joker e con la famelica violenza di Hulk nella ricerca costante di presentarsi a tutti i costi come nuovo. Nuovo e di un’altro pianeta, magari, come il giovane Clark Kent che arrivò da Kripton con una navicella ma che, a differenza del bambino ignaro nel noto film, ha alle spalle 7 anni di amministrazione pubblica, un segretariato provinciale all’interno del partito che fu l’erede della Democrazia Cristiana negli anni 90′ (il desaparecido Partito Popolare Italiano), e la “discendenza” da un politico (e non stiamo parlando di Johnatan Kent). Oddio, allora forse proprio da un altro pianeta non arriva.

Tutte le caratteristiche di un vecchio mostro pieno di egocentrismo ma che si presenta come la “novità” che “rottama” i vecchi (del suo partito) ma che ha molto rispetto per i “vecchi” degli altri partiti avversari, come dimostra la visita alla reggia di Arcore. Insomma, “Clark” Renzi ha studiato alla règia Università di Arcore, dove ha approfondito le tecniche di marketing , come dimostra ad ogni appuntamento: solenne per un post sul suo profilo di Facebook, se lui lo decide, lascivo in quelli dove sua “facebookosità” non ritiene abbastanza degna la sua presenza.

Ma di fronte ai problemi reali l’egomostro sembra sciogliersi come la neve al sole, eccome. Già, proprio la neve, poco più di 60 giorni fa, ha mostrato il nervo scoperto del Sindaco: come la kriptonite una decisa nevicata ha evidenziato l’assoluta inadeguatezza alla politica pratica, a quella che si scosta dagli spot, dagli annunci trionfanti, dall’assenza di contraddittorio e dai campi di calcio. Insomma, i rigori li sbaglia solo chi li tira (come disse quando si candidò a Sindaco). Vero, ma chi li sbaglia tutti sarebbe meglio che se ne tornasse in panchina.

“Grazie a tutti quelli che hanno acquistato il libro – dichiara trionfalmente oggi la starlette di Porta a Porta, Mattino Cinque, Domenica Cinque, Studio Aperto (praticamente gli manca solo “L’Arena” di Giletti) – Siamo alla quarta ristampa in una settimana, incredibile. Adesso aspetto critiche e commenti sui contenuti”. Certo, quelle critiche che ignora e rimanda al mittente con boutade e battutine, nemmeno fosse uscito dal Bagaglino, come ha avuto modo di sottolineare in settimana il governatore pugliese Nichi Vendola.

Questa non è una favola e per una volta si può ammettere che i mostri esistono. Il “Renzismo” è travolgente, impellente e preoccupante, e l’Egomostro non dà tregua con la sua onnipresenza. Siamo certi che dai mostri ci si può difendere ma da questo ancora non ha capito nessuno come…

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