Se vi imbattete in un renzichenecco…

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Molto tempo prima che tutto quanto successo la scorsa domenica si verificasse – correva l’anno 2009 – in uno studio pubblicato dal CISE (Centro Italiano Studi Elettorali), ad opera di Antonella Seddone e Marco Valbruzzi, emerge la figura dei “renzichenecchi” che appaiono come “supposti barbari del Pd, sostenitori di Matteo Renzi, poco preoccupati del partito (…) ma molto interessati al candidato del partito”. Mutuando l’espressione in una ricerca universitaria che ho realizzato qualche mese dopo, esemplifico i “renzichenecchi” come “figure quasi mitologiche che hanno “subìto” l’ondata comunicativo-tecnologica del “nuovo Obama” (definizione data dal Times a Renzi pochi giorni dopo la vittoria delle primarie), paragonabili a degli “yes-man” di stampo post-berlusconiano”.

Eh, quanto tempo è passato! Molte cose sono cambiate. Ad esempio, invece che di “renzichenecco” si parla semplicemente di renziani; che, in particolar modo dal 2012, ormai sono tra i più attivi sui social network che presidiano in modo scientifico. Spesso prolissi e talvolta molesti, ecco qualche consiglio se vi ci “imbattete” con opinioni divergenti.

Se lo ‘scontro’ avviene su Facebook allora ne esistono due tipologie: il supporter “secco” (quello che posta quasi esclusivamente cori da stadio “Forza Renzi”, “Siamo tutti (???) con te” etc etc) o – agli antipodi – il prolisso, quello che snocciola dati su start-up e opendata come se fossero granelli di sabbia tra le mani. Nel primo caso conviene prendere un po’ di pop corn ed assistere alla scena, nel secondo basta spesso fare la domanda “sì, ma in concreto che vuole fare?/che significa?”.

Qualora la sventura vi si presentasse su Twitter, allora meglio armarsi di pazienza. Il fugace social network è infatti ancor più presidiato dalle “ronde” e non poche volte potrebbe capitarvi di imbattervi in seconde linee alla diretta dipendenza del “vate”: qualche collaboratore magari chiamato senza selezione, qualche attivista dei circoli correntizi “Adessoqualcosa” o, tuttalpiù, in qualche penna groupies (personalmente, i più sgradevoli). In questi casi sarete oggetto delle loro battutine che tenderanno subito a “ridurvi” ad esseri dotati di scarsa intelligenza o, al meglio, vi toccherà leggere un bel sermone. La miglior risposta è quella del sarcasmo o pungendoli sul vivo, come ad esempio estremizzando i loro modi di fare. Tra questi uno dei più frequenti è quello dell’utilizzo di inglesismi e romanismi a iosa, per fare i “cool” e con vago intento canzonatorio. Ecco, estremizzare quei comportamenti può essere un deterrente efficace, dato che la permalosità si annida tra gli assidui lettori delle eNews.

(ps. se qualche “renzichenecco” dovesse sentirsi offeso da questo post, beh, è un problema suo)

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