La sua ora ‘migliore’

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Una citazione forse esagerata quella di Churchill per spiegare come si sta dispiegando la forza vischiosa del renzismo. Lavorando – e vivendo – a Firenze da oltre 8 anni, quel che è avvenuto nelle ultime ore con le dimissioni di Cuperlo (che ha dimostrato come la cosa migliore che sappia fare la sinistra Pd sia quella di … dimettersi) in realtà non è altro che il ripetersi di situazioni già viste.

Tutti gli ex Pds-Ds commettono da anni lo stesso errore: assecondare Renzi con la convinzione – remota – di riuscire a spuntarla su qualcosa.

In principio la designazione come candidato alla presidenza della Provincia, anno domini 2004, per la “regola” (non scritta, ma ferrea) dell’alternanza Ds-Margherita. Poi la partecipazione alle primarie, nel 2009, grazie allo stesso principio (“giova” ricordare che il candidato designato da Roma, Lapo Pistelli, fosse – non a caso – esponente della Margherita a sua volta). Quel che arriva dopo – la “rottamazione”, le “Leopolde”, gli “Adesso” ed il “Cambia verso” – è solo il frutto della crescita esponenziale dell’ego dell'”Obama di Rignano”.

Un ego fortemente coltivato grazie alla presenza di fedeli e non di collaboratori (come ho sottolineato qualche tempo fa) e da un’opposizione interna formata per lo più da pavidi poltronisti – di formazione veltronian-dalemiana – che, piuttosto di perdere il posto, preferiscono fare da sparring partner alle esibizioni-show del sindaco più amato d’Italia.

Il tutto accompagnato da una stampa che non appare fortemente critica nei suoi confronti (eufemismo). Siamo arrivati al punto che se Renzi davanti ai microfoni dice “avete le mamme maiale” (ora invece perdonatemi l’iperbole di matrice livornese), possiamo pur stare sicuri che il giorno dopo apparirà un editoriale su Repubblica o sul Corriere, ci sarà un’intera edizione di Europa o qualche decina di link de il Post e de Linkiesta che ci spiegheranno che – in fondo – è un po’ vero che abbiamo tutti le mamme maiale. Solo perché lo ha detto lui.

Per tutto questo (cioè per lo strabordante ego del singolo, e per la nullità di chi gli si pone dinanzi) rimane solo da sperare che questa per Renzi, e per il suo seguito, sia l'”ora migliore”.

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