La Stalingrado di Renzi (e le macerie di Firenze)

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Qualcuno avrà già iniziato il countdown, tipo veglione di San Silvestro. Altri staranno facendo scorta di champagne, che ben si accompagna alle brioches. Tutto pare pronto all’affidamento della carica di Presidente del Consiglio alla persona di Matteo Renzi, sindaco di Firenze (sì, lo è ancora) e segretario del partito di maggioranza relativa parlamentare.
Una conclusione logica dopo la crescita smisurata dell’ego del primo cittadino, diventato incontrollabile con l’avvento del 2014. Nessun voto di sfiducia all’insufficiente governo Letta. Siamo di nuovo alle staffette democristiane o a quelle dell’Ulivo di Prodi e D’Alema. Siamo davanti alla voglia smodata di Renzi di accomodarsi a Palazzo Chigi, senza passare dalle “noie” elettorali. L’Italia potrà quindi fregiarsi del primo Presidente del Consiglio eletto “democraticamente” dalla quasi totalità dei giornalisti.
Ma quella che è al momento un’ascesa inarrestabile, può diventare un boomerang nell’arco di poche settimane. Come spiegare l’ennesimo cambio di rotta all’acclamante popolo di fedeli, dopo i “voglio diventare premier passando dalle urne”? Non ho dubbi che ci riuscirà anche questa volta, con qualche intervista o qualche battutina, ma caricare di ulteriori pesi le fondamenta del pensiero renziano può essere l’inizio dei problemi. Un po’ come quando, nell’estate del 1942, l’inarrestabile Terzo Reich sferrò l’attacco alla Russia : non immaginavano i tedeschi quanto sarebbe stato lungo l’inverno e sanguinosa quella battaglia di Stalingrado. Fuor di metafora bellica (e degli annessi connotati politici), queste ore per Renzi potrebbero essere quelle che segneranno un primo pesante insuccesso. Forse tra qualche settimana, forse tra qualche mese.

WP_000253E Firenze?. In tutto questo Firenze dove è? Firenze è lo sfondo sfuocato della fototessera che comparirà a breve sul sito www.governo.it alla pagina “Presidente del Consiglio”. Una città talmente orgogliosa di sè che in queste settimane vive quasi unicamente degli strepitii delle groupies del sindaco.
C’è un posto di Firenze che ben racchiude la sola esteriorità che ha caratterizzato gli ultimi anni di gestione politica cittadina, come il nuovo corridoio commerciale all’interno della stazione di Santa Maria Novella. Inaugurato in pompa magna qualche mese fa, tra qualche tempo (quanto sia necessario non è dato saperlo) ospiterà una ventina di negozi. Un bel contenitore. Lucido; pulito; ben illuminato. Ma vuoto, infinitamente vuoto.
Un vuoto che si riflette anche nell’attualità delle cronache politiche cittadine. Da un lato un centrodestra in perenne ritardo strutturale, che dopo un bis di rifiuti “romani”, probabilmente non trova più ex giocatori della Fiorentina disposti a candidarsi.

Dall’altro lato, nella “torcida” della folta schiera di groupies di cui prima, si intravedono due schieramenti: quello della guerra dei cloni, e cioè dei fedelissimi dell’attuale sindaco (come illustrato magistralmente da un sondaggio di Nove da Firenze); e l’affacciarsi di “delfini curiosi” dall’altro, cioè di giovani rappresentanti della vecchia guardia che ha paura di bruciarsi e mandati all’avanscoperta, magari per il secondo o terzo incarico politico.

Per tutto questo mi auguro che si presentino anche altre alternative alle prossime elezioni amministrative. Perchè la realtà è già fuori dalla porta, e non si limiterà a bussare.

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