Telegram, un terreno da conquistare per le PA

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Un ritorno alle origini, almeno nell’etimologia del nome, ma un futuro ricco di opportunità. La diffusione di Telegram come strumento chat/social al momento non è altissima – se la si paragona a Whatsapp – ma ci sono validi motivi per pensare che possa affermarsi nell’arco di breve tempo, soprattutto nelle pubbliche amministrazioni.

Telegram ha come ‘genitori putativi’ senza alcun dubbio Whatsapp e Twitter, dai quali ha estrapolato alcuni degli aspetti maggiormente positivi. Di Whatsapp ha certamente un forte richiamo nell’interfaccia e in come viene interpretato dagli utenti: facilità di condivisione immagini ed immediatezza nelle notifiche; da Twitter il fatto di come “seguire” una persona (se non si ha il numero si può cercare il nickname dell’account), l’impostazione dei link condivisi e delle anteprime testuali.

Questi aspetti sono quelli che maggiormente attrarranno le pubbliche amministrazioni a Telegram: non è un caso che alcune di queste – come l’agenzia informativa della Regione Toscana, Toscana Notizie, o l’azienda del trasporto pubblico di Venezia, Actv – abbiano già avviato i loro canali.

Da affinare, ma dipenderà anche dall’evoluzione del “sentiment” verso Telegram, le periodicità di aggiornamento. Se da un lato ci sono testate che predefiniscono un quantitativo di aggiornamenti giornalieri – a meno di breaking news – dall’altro c’è il rischio di una certa ‘sedentarietà’. Quest’ultimo aspetto è senza alcun dubbio quello maggiormente negativo, perché tradisce lo spirito iniziale di Telegram, cioè quello di una chat. Infatti, se per Whatsapp si può parlare in Italia di una diffusione “dal basso”, la storia dell’affermazione di Telegram passa fin da subito dall’ingresso nell’arena di soggetti pubblici e del mondo dell’informazione. Un passaggio che, in un certo senso, ha da subito ‘istituzionalizzato’ il mezzo rendendolo autorevole prima che diffuso.

Un’autorevolezza che Whatsapp al momento ha perso per “colpa” di una diffusione capillarissima ed all’uso più privato ed amicale che tuttora ne fanno il primo strumento di condivisione empatica e familiare: chi di noi non ha ormai un gruppo Whatsapp di parenti, colleghi o compagni di squadra di calcetto, basket e quant’altro? Ecco, Telegram si può perciò inserire in questo spazio, che può andare a conquistare rapidamente grazie alla facilità di utilizzo e divenendo perciò, per tutti questi motivi, uno dei migliori strumenti a disposizione delle pubbliche amministrazioni.

(Lo ritrovate pure su https://www.cittadiniditwitter.it/news/telegram-un-terreno-da-conquistare-per-la-pa/ )
 

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